È difficile intendere quello che sta accadendo nella Striscia di Gaza come una guerra, perlomeno se inteso nel senso comune del termine. Mi viene alla mente, piuttosto, il pensiero che siamo di fronte ad uno sterminio.
Il vile attacco del 7 ottobre 2023 ha innescato una spirale di violenza e di odio che ci chiede di superare l’imbarazzo del prendere una posizione contro la politica attuata dal governo israeliano. Ma lo facciamo tardivamente e timidamente. Come se affermare che Israele non abbia il diritto di occupare i territori palestinesi, di distruggerne ogni possibilità o struttura utile alla vita, di affamarne la popolazione fino a provocarne la morte, indifferente al fatto che si tratti di civili inermi, sia un abominio e mancanza di rispetto nei confronti di quello che lo stesso popolo israeliano ha subìto nel secolo scorso.
Eppure, l’esposizione mediatica dei conflitti di questi ultimi anni, sempre più crudamente esposti allo sguardo, talvolta morbosamente curioso, di noi spettatori, ci inchioda al dovere di prendere parola. E non si tratta di dire chi ha torto e chi ha ragione, chi ha aggredito chi. I fatti del 7 ottobre 2023 non hanno visto una risposta all’aggressore, bensì ad un popolo che non riconosce Hamas come proprio rappresentante. Quindi? Quindi, No, non è una guerra.
C’è un Paese aggredito, Israele, che per difendersi da altri attacchi terroristici stermina gli abitanti e i cittadini di un pezzo di un altro Paese che, a sua differenza, non ha ancora riconoscimento giuridico sovranazionale. No non c’è guerra, e non c’è religione: tutti sono coinvolti, ebrei musulmani e cristiani.
Mi si arriccia la pelle quando vedo alcuni esponenti di partito, questi sì sionisti, che sprezzantemente sfidano la spianata delle moschee, “calpestando” i terreni aridi e poco produttivi della Cisgiordania per rubare metro dopo metro altra terra ai poverissimi contadini palestinesi: quando incendiano loro le baracche, gli ulivi e quando tagliano le arrugginite tubature dell’acqua, chi li tutela o difende?
Rappresaglia dopo rappresaglia gli Israeliani sono entrati nella Striscia, hanno bombardato, inseguito nei tunnel, chiuso i valichi, bombardato altri gruppi terroristici locali, sempre e soltanto dicendo che avevano distrutto celle terroristiche. Così nessuno, nell’impossibilità di smentire una chiara ed evidente narrazione bugiarda, ha sollevato il dito; anzi dopo mesi di eccidi, Organismi di Diritto Internazionale o Tribunali per crimini di guerra si sono sì pronunciati: ma, come le raccomandazioni del nuovo Papa restano nell’aria, ugualmente nel bullismo istituzionale, avviato e perseverato dai prepotenti del mondo, nessuno teme istituzionalmente qualcun altro e nemmeno è temuto diritto di interdizione e condanna per azioni manifestamente contro l’umanità.
Sì perché bisogna essere disumani per continuare ad annientare donne e bambini ed anziani disperati, affamarli, ferirli, sfollarli fino a deportarli (ridicole le disquisizioni europee filolinguistiche sull’utilizzo di alcuni termini di fronte all’immobilismo dimostrato). Solo una soglia di dolore irrisolto, e forse irrisolvibile, nel negare i diritti ad esistere dell’Altro, perdonando violenze fratricide, può essere portatrice di tanto orrore che sembra inarrestabile. Fino a quando assisteremo sgomenti ad una versione dei fatti falsata? Fino a quando il senso di colpa (anche se esistono da sempre negazionisti e riscrizioni estremiste della Storia) per aver decimato gli ebrei con genocidio sistematico e il debito per la liberazione dal nazifascismo ci silenzieranno anziché stimolarci nella difesa dei palestinesi disarmati? Fino a quando guarderemo senza protestare i coloni di Israele rubare altra terra ai Palestinesi? Fino a quando crederemo alle parole inverosimili e terroristiche di Netanyahu?
E come sosterremo il nostro silenzio un domani, quando tutto questo sarà finito, nell’attesa che questo domani arrivi presto, davanti ai nostri figli, nipoti, a chi ce ne chiederà conto?
[ Foto di حسني صلاح |Hosny Salah https://www.instagram.com/hosnysalahl/]





















