Un ponte sulla strada

Un Ponte sulla Strada 3 si colloca in prosecuzione dei precedenti Avvisi POR FSE dell’Area “Prevenzione e limitazione dei rischi” emessi da Regione Lombardia.

Obiettivo generale del progetto è prevenire comportamenti devianti nonché uso e abuso alcolico e di sostanze psicotrope di giovani e giovani adulti, con azioni che limitino tali rischi, in particolare nei contesti aggregativi. Tale intervento viene condotto principalmente attraverso azioni di Educativa di Strada e di Unità Mobile Prevenzione Adolescenti con una presenza costante sul territorio, in un’ottica di “ponte” tra la strada ed i servizi.

Beneficiari del progetto sono adolescenti e giovani che presentano situazioni di tensione, disagio sociale e/o presenza di dipendenza coesistenti, di norma, con altre problematiche sociali e familiari.

Ente finanziatore
Partenariato

Famiglia Nuova Soc. Coop. Sociale è capofila di un partenariato che coinvolge:
Azienda di Servizi alla Persona Basso Lodigiano, Azienda Socio Sanitaria Territoriale di Lodi, Associazione Comunità IL GABBIANO Onlus, Associazione Emmaus

Behind the blackboard

Il progetto promuove prevenzione e contrasto a fenomeni di marginalità e povertà educativa a favore di adolescenti tramite azioni sinergiche in contesti istituzionali e informali diversificati.

In ambito istituzionale costruendo prassi territoriali di intervento e segnalazione, di raccordo e progettazione; promuovendo (tra insegnanti, educatori, operatori..) mentalità condivisa e chiavi di lettura omogenee sull’emergenza educativa definita.

In ambito scolastico inserendo figure educative flessibili e versatili (‘di corridoio’) che lavorino coi ragazzi più fragili, demotivati, a rischio, divenendo figure di riferimento; attivando laboratori pratici/valorizzanti il mattino e il pomeriggio (‘scuole aperte’).

Al di fuori della scuola realizzando interventi educativi in strada, laboratori territoriali pratico/espressivi e lavorando sul bisogno di creazione di esperienze pratiche di efficacia per favorire occasioni di aggregazione e cittadinanza attiva; ingaggiando autenticamente le famiglie dei ragazzi e co-costruire progettualità nuove.

Rise up. Nuovi modelli per accompagnare adolescenti e giovani con problematiche di dipendenza

Rise up è la sperimentazione di un modello di trattamento delle problematiche legate alle dipendenze patologiche della popolazione di 15/25 anni che faticano ad approssimarsi al Sert, poiché considerano stigmatizzante tale servizio. L’obiettivo generale del progetto è quello di promuovere un approccio al tema degli adolescenti 15/25 anni con problematiche di dipendenza che consideri il fenomeno in termini ecologici, dando significato al sintomo all’interno del contesto nel quale si genera e si manifesta, proponendo interventi sistemici e multidisciplinari.

Obiettivo specifico è la sperimentazione di un servizio, il Centro Adolescenti e Giovani ‘RISE UP’, un dispositivo diurno aperto 5 giorni a settimana, situato in locali dedicati, che accolga e tratti il disagio giovanile connotato da problematiche di dipendenza (sostanze, alcol, gioco, internet addiction…) coniugando un approccio educativo ed a bassa soglia con i servizi medico/ambulatoriali che pure sono tipici di un servizio per le dipendenze.

Ente finanziatore
Partenariato

Capofila in partenariato con Asst di Lodi-Dipartimento di Salute Mentale.

La comunità che educa

Il progetto supporta situazioni di fragilità familiare e povertà educativa promuovendo azioni di inclusione nella comunità di riferimento dei nuclei. Si tratta di famiglie, anche monogenitoriali, con competenze educative estremamente fragili, spesso legate a complessi quadri di vulnerabilità. Il focus è posto sull’attenzione alle relazioni e nell’enfasi di un progetto che valorizza gli scambi sociali utilizzandoli come strumento di crescita. Prevede:

  • uno spazio di accoglienza per bambini 6/11 anni con situazioni di fragilità familiare in cui realizzare attività laboratoriali/educative
  • supporto genitoriale attraverso l’offerta di un accompagnamento pedagogico mirato
  • promozione di reti di supporto familiare attraverso l’ingaggio di famiglie peer che si pongano accanto a quelle più fragili per accompagnarle nei compiti educativi
  • supervisione educativa delle famiglie di appoggio per far sì che le relazioni di solidarietà siano frutto di un rispecchiamento in cui chi ha più risorse o ha avuto esperienze di vita meno avverse, possa attivarsi in supporto di chi è più fragile

Realizzazione di “cene di convivialità educativa” in cui favorire condivisione di bisogni, trasmissione di competenze e creazione spontanea di relazioni di supporto family for family.

Ente finanziatore
Partenariato

Capofila di un partenariato che coinvolge l’Ass. Il Melograno, il Comune e la Parrocchia di Lodi Vecchio.

Réseaux: reti di sostegno alla vulnerabilità psicosociale

L’obiettivo generale del progetto è quello di sperimentare e sviluppare un modello di lavoro efficace nell’intercettazione precoce del disagio psicologico e nella gestione delle situazioni di post acuzie riscontrate in cittadini di paesi terzi, in particolar modo in coloro che versano in condizioni di vulnerabilità altre, relazionali e/o psico-sociali, e che sono a rischio di marginalità. Ciò attraverso un modello di lavoro che coniughi competenze diversificate, in un’equipe multiprofessionale che affianchi una competenza educativa, medica e sociale con una competenza di tipo etno-antropologico e che si innesti in un sistema di servizi localmente distribuiti, allo scopo di integrarne le azioni in ottica di complementarietà ed evitando sovrapposizioni.

L’equipe multiprofessionale territoriale si pone come dispositivo in grado di ottimizzare il flusso in entrata ed in uscita dei migranti con vulnerabilità psichica dai servizi sanitari: in entrata, perché consentirà la presa in carico di situazioni, segnalate da Prefettura o strutture di accoglienza, meno compromesse grazie ad una decodifica del bisogno più rapida; in uscita, dalle segnalazioni delle USL 1 e 2, grazie alla promozione di progettualità psico-sociali di reinserimento sul territorio.

Ente finanziatore

Anci Umbria, Fondo asilo, migrazione e integrazione 2014-2020 – O. S. 2 – Integrazione/migrazione legale – O. N. 3 – Capacity building

Mano a Mano – fare insieme per stare insieme

Mano a Mano è un progetto finanziato da Fondazione Cariplo nell’ambito della IV edizione del bando Welfare in Azione. La mission del progetto è costruire occasioni di incontro tra persone e culture, per scrivere una storia nuova. Insieme. L’obiettivo è facilitare le comunità locali nel processo di accoglienza e inclusione dei cittadini stranieri con un’attenzione particolare ai richiedenti asilo e rifugiati. Per fare ciò, il progetto agisce su tre direttrici specifiche:

  • Il lavoro di comunità che, attraverso occasioni di incontro progettate e realizzate insieme alla cittadinanza, riduce le distanze tra italiani e stranieri, utilizzando, come minimo comun denominatore, il territorio di cui vecchi e nuovi cittadini fanno parte.
  • La costruzione di una governance stabile a più livelli per costruire strategie di gestione del fenomeno migratorio sempre più centrate sui bisogni e le caratteristiche dei singoli territori.
  • Il supporto alle persone migranti per contribuire al raggiungimento della piena autonomia.

progettomanoamano.org