Sabato scorso sono stato a vedere ORADARIA, un laboratorio teatrale tra cultura, inclusione e reinserimento sociale. Nel teatro della Casa Circondariale di Cremona, introdotto dalla direttrice del carcere e da una referente del Provveditorato dell’Amministrazione Penitenziaria, dall’Assessora alle Politiche Sociali del Comune, l’Amministrazione del Teatro Ponchielli è comunale, dal regista Alberto Branca e dalla regista Daniela Coelli.
Gli occhi lucidi e la forza del cambiamento
È stato uno spettacolo veloce, molto intenso. Il gruppo di attori, emozionati nei primi passaggi, e meno male, è stato gigante. Le forze di tutti i componenti il gruppo, capacemente amalgamate nei colori e nei toni diversi, nelle sfaccettature, nelle battute in lingue diverse, sono emerse forti. Le rime in rap della vita di “fuori”, quelle della vita “dentro”, i racconti onirici, le supercazzole della vita beata per far scorrere il tempo e prendersi un po’ per il c..o, le promesse di cambiamento e le paure di cambiare, e l’anima, e la pari dignità tra tutti. Spaccante. Per fortuna, a fine spettacolo, con gli occhi lucidissimi, ho potuto godere dell’abbraccio di Anna e Paola, carissime.
Non scrivo di più per non anticipare, nel caso lo spettacolo potesse diventare un percorso itinerante, ma sarà difficilissimo.
Daniela e Alberto hanno dichiarato nel comunicato stampa: “È stato un laboratorio speciale, una sorta di montagne russe su cui tutti siamo saliti e abbiamo sperimentato altezze e discese, avvicendarsi di persone e poi di altre, momenti di confidenze, di racconti, di colpe e di sensi di colpa, di divertimento, di tristezza, di rabbia di affetto, di complicità”.
Il coraggio di raccontarsi
Ci credo, e tanti complimenti perché con sapienza hanno saputo mescolare così bene le attitudini differenti e le abilità diverse, scelto insieme temi così principali e dominanti e impattanti, tanto che in scena i “problemi” sono risultati i loro, veri, ma in platea erano i nostri, altrettanto veri, e sarei pronto a scommettere, ma non lo farò, è stato così anche per guardie e dirigenze di custodia.
Gli applausi fragorosi al termine hanno fatto riemozionare, anche gli attori.
Se non riuscite ad immaginare, ma anche se ci riuscite, andate al link ORADARIA – Teatro Amilcare Ponchielli, leggerete dell’evento e di come con fatica, anche solo per un po’, è possibile ribaltare la scena personale: si possono ricevere applausi, si possono fare cose belle.
Come ho scritto in altre delicate occasioni, chi sbaglia spesso ha già “pagato” danno, chi sbaglia di più, spesso, ha già subito torti più gravi.
Ho scritto spesso, 2 volte, non ho scritto: sempre.
Bruno






















