La giunta ha approvato l’apertura di urgenza su richiesta della cooperativa Famiglia Nuova
Rossella Mungiello per “Il Cittadino”, 16 luglio 2026, p. 3.
La misura ha carattere d’urgenza, a fronte di bisogni in crescita. Più donne “invisibili” – senza fissa dimora o senza possibilità di vita autonoma -, serve una nuova casa-rifugio per accoglierle, con una nuova unità sperimentale d’offerta nell’ambito dell’housing sociale approvata dalla giunta Furegato.
La richiesta arriva dalla cooperativa sociale Famiglia Nuova, che ha già attivato una prima struttura dedicata a donne e ragazze che vivono in strada e che quindi sperimentano ogni giorno una condizione di fragilità e pericolo spesso anche più grave degli uomini, perché più esposte a rischi per la propria incolumità, per la salute fisica e mentale.
Per queste ragioni è nata Casa Angiolina, progetto di housing sociale di Famiglia Nuova per donne fragili senza fissa dimora tra i 30 e i 60 anni, senza figli minori a carico, con residenza anagrafica nell’ambito di Lodi e, in particolare, nel comune capoluogo.
Un’offerta che garantisce già cinque posti letto e che ora cresce, mettendo a disposizione un nuovo appartamento, nel capoluogo, per ospitare altre tre donne.
Un progetto urgente a fronte di nuove necessità emerse, ovvero quella in particolare di procedere all’inserimento di tre donne, che saranno dislocate a Casa Angiolina, mentre tre utenti della struttura già attiva saranno invece localizzati nel nuovo appartamento messo sempre a disposizione da Famiglia Nuova, nel capoluogo.
Dato che allo stato attuale, nonostante l’entrata in vigore della Dgr 4795/2025, che ha modificato il procedimento per l’attivazione delle unità d’offerta sperimentali, sono ancora in corso di pubblicazione da parte di Regione Lombardia i decreti contenenti la modulistica e la documentazione necessarie, nonché la definizione, da parte dell’Ambito territoriale di Lodi, delle procedure operative per la presentazione delle relative istanze, e vista l’urgenza, con l’Ufficio di Piano si è concordato l’attivazione immediata e in via temporanea, fino al prossimo 31 dicembre, per permettere da subito le attività di accoglienza in attesa del completamento dell’iter.
«Cresce il bisogno di questi progetti di housing sociale – sottolinea l’assessore al welfare del Comune di Lodi, Simonetta Pozzoli – perché sono in aumento le situazioni di donne sole, senza fissa dimora o che comunque hanno bisogno di aiuto per l’autonomia di vita. L’attivazione di questa unità d’offerta ha quindi carattere d’urgenza per i nuovi bisogni e viene autorizzata al momento in via temporanea». Per le ragioni legate alla normativa regionale.






















