Cristina Vercellone per “Il Cittadino”, 28 febbraio 2026, p. 14.
Emergenza nuove droghe e bombolette di gas esilaranti, anche gli educatori di strada di Famiglia Nuova sono in campo per fare prevenzione. Periodicamente gli operatori si fermano in piazza Castello, vanno nei parchi, in periferia, nei luoghi frequentati dai ragazzi, li fermano, li ascoltano, li guidano e li indirizzano.
Lo spiega Cristiana Passerini responsabile del progetto “Un ponte sulla strada” e coordinatrice degli interventi di bassa soglia di Famiglia Nuova. «Abbiamo l’unità mobile presente il venerdì in zona poste, nelle ore di uscita dalle scuole – spiega – poi abbiamo l’unità mobile in notturna, dalle 20.30 fino a mezzanotte in piazza Castello, il venerdì o il sabato, per intercettare i ragazzi che si spostano verso la stazione o arrivano da altri paesi e si muovono verso il centro dove ci sono i locali. Il numero di interventi dell’unità mobile nel 2025 è stato di 446: la maggior parte ha riguardato l’educazione affettiva, il 30 per cento l’informativa sulla guida sicura con etilometro, tappeto e occhiali distorcenti, il 10 per cento l’informativa su sostanze e alcol. Quando il ragazzo si avvicina, si attiva la parte educativa. Collaborano con noi l’infermiere del Sert Davide De Santis e la psicologa del Sert Martina Santillo. Cerchiamo di passare le informazioni attraverso il gioco, quiz e giochi di carte: in poco tempo dobbiamo dare più informazioni possibili».
Gran parte del lavoro viene svolto con l’unità di strada «nei parchi, nei luoghi di aggregazione informali, si incontrano i gruppi stabili, si sviluppano progettualità condivise – precisa -. È un intervento pensato per la costruzione di un progetto di crescita. C’è chi parla con l’educatore della fatica di andare a scuola, delle difficoltà relazionali con i pari e gli adulti, chi ha bisogno di essere orientato al lavoro. I ragazzi diventano attori e non fruitori. L’intervento di unità mobile avviene nel parco delle Caselle, in zona stazione, all’Isola Carolina, al terminal, nell’asse del centro e in corso Umberto.
Il lavoro è in rete con il Comune e si avvale dei fondi regionali. Nel 2025 l’educatore si è presentato in 243 casi, ora sta lavorando con 62 giovani, la maggioranza maschi e quasi equamente distribuiti tra minorenni e maggiorenni. Questi ultimi sono lievemente di più. Abbiamo intercettato anche 11 Neet che non erano seguiti dai servizi, e 9 ragazzi in percorso penale: abbiamo fatto prevenzione del comportamento a rischio e rilettura dei reati con il gruppo che in genere sono furti, aggressioni e ricettazione. Molti, per esempio, rivendono le sigarette elettroniche comprate su internet perché hanno un numero di tiri più alto. Le acquistano sul web e le rivendono ai pari in nero, mettendo in commercio di fatto delle sostanze. Hanno un comportamento illecito, ma loro non hanno in mente che sia illegale; spesso rivendono anche oggetti rubati. Per loro è semplicemente la vendita di un oggetto».
Gli educatori hanno sempre una marcia in più nel lavoro con i ragazzi: cercano di valorizzare la loro positività, le risorse che hanno e non sanno di avere. Ma è la leva che consente ai ragazzi di andare avanti, riacquistare fiducia in se stessi e costruirsi un futuro.






















