È partito: Caleidoscopio Fest 2026/27 “Benessere virtuale, malessere reale” è stato presentato a Lodi in Piazza Castello nel primo incontro con la cittadinanza di Lodi. Elisabetta Locatelli, Presidente di Famiglia Nuova, nella pubblica piazza lodigiana, ha sottolineato l’onere e l’onore del passaggio di consegne dall’Associazione Curiosamente alla nostra Cooperativa per proseguire la sensibilizzazione verso l’importante tema della salute mentale, che non può essere approcciata solo come malattia. Dopo che la Presidente ha presentato l’intenso programma di Caleidoscopio di quest’anno, fatto da più eventi distribuiti nel corso di 8 mesi, ringraziato gli Enti sostenitori dell’iniziativa e chi ha collaborato al progetto, ecco l’annunciato e supercoinvolgente teatro d’improvvisazione di Maniman, compagnia genovese che fa dell’interpretazione improvvisa, la sua più alta abilità di attrarre le spettatrici e gli spettatori dentro il loro mondo fatto di altrove metafisici e di officine sperimentali, di parole affabulate e di gesticolazioni coordinate e spaiate allo stesso tempo, di inni e rituali d’esortazione. Molto bello, con alcune battute e scenette riconoscibili e comprensibili, altre invece sono state improvvisazioni davvero e dal vivo improvvisate. Tutto un po’ un Doppio piano.
Lo spettacolo è stato costruito come un susseguirsi di giochi tra Maniman, e in ogni “episodio” hanno coinvolto direttamente pescando da chi era là: scelte lasciate al pubblico tra opzioni divergenti di sceneggiatura, soggetti a cui attribuire identità ipotetiche, immedesimazioni nel quotidiano reale in procinto di sdoppiarsi come con il loro “semi-avatar” virtuale, suggestioni e coniugazioni tra lingua parlata e frasi in chat: tutte le interazioni diventavano leve che spostavano attrici e attori e noi in un frequente doppio piano. È sembrato davvero come dicono quelle e quelli di Maniman: “Una scena nata nel metaverso può glitchare e precipitare nel mondo fisico; un momento di malessere reale può trovare un’improvvisa via di fuga in avatar luminosi; un pubblico che ride può trasformarsi in un coro che sostiene, contraddice, amplifica”.
Le loro improvvisazioni le hanno giocate in doppia coppia, spesso MM e FF, facendo il verso a identità parallele, simbolizzando filtri che si rompevano, interpretando avatar intenzionati al sopravvento, attrici e attori di vite che sembravano davvero più semplici online e più pesanti offline. Ogni gioco era una soglia: ciò che appariva solido e perfettino nel digitale si incrinava quasi scomposto nella realtà; ciò che appariva fragile nel corpo trovava forza nell’immaginazione virtuale.
Doppio piano è stata un’esperienza partecipata che ha interrogato la nostra presenza: dunque obiettivo raggiunto. Un viaggio scenico che ha messo in contatto dialogante Benessere virtuale e malessere reale, invitando il pubblico a giocare, osservare, riconoscersi. Abbiamo vissuto momenti di leggera intensità.
È seguito un aperitivo di relazione tra chi ha partecipato, le e i Maniman Teatro: Grazia, Adelaide, Andy, e la Famiglia Nuova presente.
Bruno





















