Mi è difficile parlare e pensare oggi alla condizione della donna senza pensare alla guerra.
Perché la guerra è ciò che è più distante dalla donna!
Nei miei ricordi più lontani, mia nonna taceva sulla guerra e manteneva rigorosamente il lutto!
Mia madre si era imposta di non parlare più della morte della sua prima figlia sotto i bombardamenti: aveva 4 anni e mezzo e mia madre era incinta di mia sorella!
Anch’io non ho parlato più della pediatra Palestinese i cui 8 o 9 figli sono stati uccisi mentre lei lavorava in Ospedale!
Ecco, non ne vorrei parlare perché credo che il silenzio sia più rispettoso del dolore di tutte noi di fronte all’orrore della violenza agita su tutti ma, in particolare, su chi ha maggiormente subito perché non in grado di difendersi!
Orrore che non accenna a fermarsi, che viene negato per non rompere l’incantesimo della donna italiana che pensa di essere nel cuore e nei pensieri dell’uomo più ricco del mondo o di Trump, su cui non spreco neppure una parola perché si qualifica da sé ogni volta che apre la bocca!
Sulla nostra pelle, sulla nostra quotidianità, sui nostri figli, sulla nostra capacità di amare!
Che io ricordi, il mio primo grande atto di emancipazione, di vera emancipazione è stato il NO detto a mio padre, al mio amato padre!
Mi è costato moltissimo: ero la sua figlia preferita, colei che somigliava a sua madre…
Ancora ora risento degli effetti positivi e negativi di questo NO: ho cominciato la difficile strada della mia autonomia, del rispetto di me, del dolore della separazione e della conquista quotidiana della consapevolezza e dell’essere donna!
Una lotta di resistenza: NO!
Devo continuare a dire NO, non in nome mio!
NO alla violenza, agli abusi, all’ignoranza, allo sfruttamento fino alla morte. NO!
Scelgo di essere donna! Donna in nero, come mia nonna; donna che piange per le violenze subite;
donna che si rialza; donna che resiste e si impegna per la pace; donna che incontra il dolore delle altre donne; donna che non si omologa; donna che lotta con le altre per un mondo migliore!
Luisa Sanvito






















