La cooperativa Famiglia Nuova ha scelto di aderire all’appello “La cura non è reato”, lanciato il 13 febbraio dalla SIMM – Società Italiana di Medicina delle Migrazioni dopo i fatti accaduti all’Ospedale di Ravenna, dove il reparto di Malattie Infettive è stato perquisito e sei medici sono stati indagati per aver certificato l’inidoneità al trasferimento nei CPR di alcuni pazienti.
Come sottolineato anche dal Presidente dell’Ordine dei medici la perquisizione – e in senso più ampio la strategia politica che in maniera sempre crescente tende a criminalizzare qualunque azione di tutela dei diritti della popolazione migrante – mette a rischio la continuità delle cure, crea un clima di paura nei reparti e mina un principio fondamentale della nostra democrazia: la salute è un diritto di tutti, senza eccezioni.
Come Cooperativa operiamo attivamente con diversi progetti proprio per garantire l’accesso alle cure di tutte le persone, in particolare di coloro che rischiano di rimanerne esclusi, certi che una società è in salute, solo se lo sono anche tutti i suoi componenti.
Come recita il comunicato “Se la cura diventa un reato, la democrazia stessa è in pericolo”.
Enrico






















