Michele e Rebecca rispettivamente classe ’93 e ’94, perugini di nascita ma cittadini del mondo per elezione, girovaghi e ondivaghi sono salpati altrove alla ricerca di senso, alla ricerca di pace:
La prima, la più anelata e la più faticosa è la pace interiore che Rebecca ha cercato nelle terre basse d’Olanda, un cervello in fuga con un dottorato che le ha permesso di trovare un’occupazione di qualità a Copenaghen. Michele operatore di Famiglia Nuova e innamorato della Cooperativa e delle sue genti lascia le operazioni di accoglienza CAS in seguito al decreto Salvini e naviga su una barchetta di carta tra Roma, Utrecht, Bruxelles, ancora Roma… poi chissà.
Poi viene la pace tra le genti e il pensiero non può che andare al primo genocidio in tivù della storia, potrebbe essere definito un genocidio in “diretta” ma i giornalisti a Gaza non entrano perché il governo israeliano non lo permette, non vogliono testimonianze.
Ed è proprio di testimonianze che invece si ha bisogno per costruire la pace “di carne”, la pace incarnata di ogni giorno che si esprime negli atti, nell’amore, nella diplomazia, nei sorrisi tanto detestati da chi non conosce il loro segreto terapeutico e contagioso.
Cara Famiglia Nuova, con questa umile volontà di testimoni di pace io e Rebecca vi mandiamo questa foto dietro allo splendido di Francesco Capponi, Murales di Perugia – ormai un nuovo simbolo della città – dedicato ad Aldo Capitini costruttore di pace e all’impresa globale civica e pacifica della Global Sumud Flottilla.
“Chi non rispetta un altro, in realtà non rispetta nemmeno se stesso. Meglio è essere offesi che offendere; bisogna ricambiare il male con il bene: noi non dobbiamo dare che il bene, la vita, l’amore, la luce, la vicinanza, l’atto infinitamente aperto. La vita è lotta. Non c’è cosa di valore che non costi“.
Aldo Capitini





















