Natalia e Chiara, rispettivamente psicologa e antropologa, sono parte dell’équipe di Famiglia Nuova che lavora per il progetto Fami – SAFE 2025-2027, in Umbria. Sono le educatrici dell’unità di strada.
Parallelamente sono state contattate per il breve progetto “Integrando 2025” che, come descrivono, è stata un’attività importante per le persone che hanno potuto accedere a questo tipo di supporto. Per le educatrici, come evinciamo dal loro testo, un’esperienza unica e altamente formativa.
Un altro tassello della presenza della nostra Cooperativa in contesti di bisogno e di relazioni d’aiuto.
Con la conclusione dell’anno, si è chiuso anche il nostro progetto “Integrando 2025” all’interno della Casa Circondariale di Perugia “Capanne”. Durante questo percorso abbiamo realizzato colloqui congiunti, in cui hanno partecipato sia la psicologa che l’antropologa: un approccio che ci ha permesso di osservare e comprendere in profondità le dinamiche individuali, relazionali e culturali dei partecipanti. Questo punto di vista integrato degli specialisti è fondamentale, perché valorizza la complessità della persona e arricchisce il lavoro di supporto psicologico ed educativo.
L’iniziativa mira a creare percorsi di supporto psicologico ed educativo per le persone detenute, valorizzando competenze, esperienze e la dimensione relazionale all’interno del contesto carcerario.
Il lavoro psicologico si è concentrato sull’ascolto, sul supporto emotivo e sulla promozione del benessere dei partecipanti, mentre il lavoro antropologico ha permesso di integrare una prospettiva culturale e relazionale, arricchendo la comprensione delle dinamiche individuali e sociali.
È stata un’esperienza intensa e significativa, che ci ha confermato quanto sia fondamentale il lavoro multidisciplinare e la cura della persona anche in contesti complessi come quello carcerario. Riteniamo che progetti del genere siano estremamente necessari e urgenti all’interno delle strutture carcerarie, dove la condizione di marginalità e di sofferenza condiziona la percezione della realtà e del futuro.
Concludiamo la nostra esperienza presso la Casa Circondariale di Perugia “Capanne” con una consapevolezza che prima non ci apparteneva, ma che adesso alimenta il desiderio di tornare e dare un prosieguo al percorso intrapreso.
Natalia Albina, psicologa
Chiara Angelini Battaglia, antropologa






















