Nel mese di agosto, la Comunità Montebuono ha vissuto tre giornate all’insegna dell’incontro, della riflessione e della reciprocità. Dal mercoledì pomeriggio fino al sabato, la struttura ha infatti aperto le proprie porte a 19 ragazze e ragazzi tra 17 e 21 anni e 2 capi scout del gruppo Scout Soliera 1 (Modena), che hanno piantato qui le tende alla fine del loro Cammino di San Francesco.
Un contatto nato nella maniera più semplice – una richiesta arrivata tramite email per chiedere ospitalità lungo la strada – si è trasformato in un’esperienza ricca di significato per tutti i partecipanti.
Un percorso introspettivo sul tema delle dipendenze
Per i giovani scout, il cammino sulle orme di San Francesco ha rappresentato un itinerario non solo fisico, ma anche introspettivo e spirituale, incentrato sul tema delle dipendenze. Lungo il tragitto, i ragazzi si sono confrontati su varie forme di dipendenza – da quelle da sostanze al gioco d’azzardo, fino all’uso compulsivo dei social e delle nuove tecnologie. Ogni sera, durante le tappe del viaggio, affrontavano un aspetto di questa fragile e complessa dimensione umana attraverso momenti di circle-time e confronto aperto. A Montebuono, questo percorso si è intrecciato direttamente con la vita e le storie della comunità. I momenti di condivisione e ascolto si sono strutturati sia in gruppi allargati sia in piccoli gruppi di lavoro – composti da cinque scout e uno o due ospiti della struttura – permettendo uno scambio diretto e privo di filtri.
Presenza attiva nella vita della comunità
Oltre al dialogo e al confronto, la permanenza delle ragazze e dei ragazzi si è caratterizzata per una vera e propria compartecipazione alle attività quotidiane della struttura. Gli scout hanno affiancato gli ospiti nella cura dell’orto, nella preparazione dei pasti in cucina, nell’allestimento della tavola e nei lavori di pulizia e riordino degli spazi comuni e insieme a un ospite responsabile del pane hanno imparato ad impastare e infornarlo. Una presenza fattiva che ha abbattuto distanze, lasciando negli utenti della comunità un ricordo positivo e caloroso, invigorendo lo spirito di gruppo che nella routine quotidiana della Comunità a volte si può perdere.
Spunti di riflessione per ragazzi ed educatori
L’incontro ha suscitato profonde riflessioni anche negli stessi operatori della cooperativa. Notare come ragazze e ragazzi così giovani – alcuni dei quali minorenni – abbiano saputo accostarsi con maturità, sensibilità e apertura a cosa significhi attraversare l’esperienza della dipendenza è stato un segnale di grande speranza. Durante i confronti si è dibattuto a lungo anche delle forti pressioni sociali contemporanee, in particolare della richiesta costante del mondo esterno di apparire sempre perfetti e performanti.
“La mattina del sabato, quando siete partiti, mi sono svegliato molto presto per vedere se fosse stato vero che avreste smontato le vostre tende. Ebbene sì, non era un sogno ma era la pura vera realtà. Avendovi avuto qui alla Comunità Montebuono, posso affermarvi che la vostra permanenza mi ha fatto attraversare dei giorni speciali ed ora che non ci sono più le tende, è tornata la normalità in Comunità. Mi avete regalato una bella quota di entusiasmo e di questo vi sono grato!” (brano tratto dalla lettera di Marco, ospite della Comunità)
Iniziative come questa confermano quanto la dimensione dell’accoglienza e dell’apertura all’esterno sia fondamentale per la nostra Cooperativa: un’occasione in cui chi cammina e chi accoglie si ritrovano arricchiti lungo lo stesso percorso.
Aureliana e Martina






















