Grazie al sostegno di Fondazione Mazzola, lo spazio palestra della Comunità Gandina si rinnova, diventando luogo di formazione e cura di sé per i ragazzi.
Ringrazio la Fondazione Mazzola per averci dato la possibilità di migliorare lo spazio della palestra. Per noi della comunità Gandina questo è un passo importante, permette di arricchire la comunità di uno strumento educativo.
Per anni come operatori abbiamo quasi visto con ostilità “i ragazzi” che nel tempo della comunità passavano ore in palestra, e dicevamo loro che passavano da una dipendenza all’altra; allo stesso tempo vedevamo persone che si realizzavano attraverso questa passione.
Poi abbiamo fatto quello che sappiamo fare come operatori: abbiamo osservato e li abbiamo ascoltati. Parlavano di costanza, fatica, tensione all’obiettivo… cose non diverse da quelle che rimandiamo noi operatori in piccole cose quotidiane della comunità “Fai il pane, non per far il pane, ma per star su un processo che porta ad un risultato! Il senso è metterci l’impegno”.
E poi la coerenza dei comportamenti, in linea anche con la nostra storica “cura del se”, come l’importanza del riposo, il rispetto degli orari e il cambiamento dell’immagine che accompagna un cambiamento più profondo.
Ma il senso educativo della palestra, e dello sport più in generale, non è solo questo: è anche socializzazione. È uno spazio di relazioni umane, ma anche uno spazio che implica il rispetto delle regole, dei tempi dell’altro e che comporta l’aiuto reciproco.
Infine poi c’è la dimensione del reinserimento sociale perché alcuni dei ragazzi hanno avuto, e hanno, la possibilità di far di una passione un’occasione di inserimento lavorativo attraverso corsi specifici e qualificati.
Abbiamo iniziato da poco a camminare in questa direzione, partendo con uno spazio “rustico”, ma volevamo di più: allora abbiamo inventato e siamo certi di riuscire a raggiungere risultati di entusiasmo grazie alle importanti migliorie rese possibili dal sostegno della Fondazione Mazzola.
Ilaria Rocca






















