Martedì scorso presso la facoltà di laurea in Infermieristica dell’Università di Perugia, sede di Foligno, Arcisolidarietà Ora d’Aria, L’Arca del Mediterraneo, Cidis, il Centro Studi Città di Foligno, il SAI, Sistema accoglienza integrazione del Ministero dell’Interno, nell’occasione della Giornata mondiale del Rifugiato 2026 del 20 giugno, hanno organizzato un seminario gratuito, rivolto a tutta la cittadinanza e in particolare a chi studia e a chi ha scelto di svolgere professioni sociali o sanitarie. In una caldissima mattinata il seminario è stato aperto dai saluti istituzionali e dalle due referenti di Arca del Mediterraneo e Arcisolidarietà che hanno ribadito l’impegno a prestare molta attenzione per la presa in carico di chi tra le persone che migrano è in condizioni di marginalità, o sta per vivere quella condizione. Nella mattinata si sono succeduti i relatori e le relatrici ingaggiate per il seminario che hanno ben indicato e messo in grande evidenza molte delle chiavi che possono favorire le relazioni d’aiuto verso e con le cittadinanze migranti. Alcune di quelle soluzioni possono essere prese in considerazione in contesti differenti di marginalità, messe a supporto e sostegno di percorsi e progetti di risultato per chi si ritrova in quella condizione.
La marginalità non è una colpa, una devianza, una malattia: è un “marciapiede simbolico” (cit. prof. Melchiorre) e può essere il risultato di percorsi inclusivi deboli, interrotti, non sostenibili. La marginalità non è il problema della persona; può avere origine nel non essere “visti”. Non essere “visti”, o essere visti solo come portatori di “male”, non avere riferimenti, può essere terribile e destrutturare l’identità.
Il disagio mentale non è un disturbo mentale: il primo è una risposta a qualcosa che è accaduto, il secondo una diagnosi psichiatrica. Sono piani che vanno tenuti distinti: è necessario andare oltre le definizioni di malattia, di cura, con azioni e progettualità di clinica, formazione e ricerca. È facile far prevalere la propria esperienza a un ascolto neutro, e rintanarsi nelle definizioni di ruolo che sembrano confortare le proprie certezze e convinzioni. Incontrare l’Altro, un Altro fragile e in difficoltà, che chiede aiuto in un sistema che tende a “lasciare indietro chi non ce la fa” e ripete all’infinito di non avere risorse sufficienti, non è mai stato un impegno facile: per farlo al meglio ieri come oggi dobbiamo letteralmente spogliarci delle competenze memorizzate perché ogni storia di vita è unica e può raccontare, tra vicissitudini anche gravi, quali risorse e attitudini personali potranno essere utili per intraprendere nuove visioni di progettualità di presa in cura a partire da dove una persona è, o si sente di essere.
Se consideriamo marginalità e disagio dentro la popolazione dei cittadini e delle cittadine migranti, le sfumature, le complessità, non sono più complicate o meno chiare di quelle portate dalla popolazione italiana: vanno accolte, ascoltate e considerate in riferimento alla cultura e all’identità a cui appartengono, in una dimensione di postura professionale aperta che sa accettare e accogliere imprevisti incongrui, racconti e narrazioni più o meno plausibili, e trarne qualcosa di buono.
Per facilitare, ma anche favorire una comprensione adeguata dei vissuti di bisogno e di aiuto delle persone migranti, le equipe devono essere integrate anche da figure dell’etnopsichiatria, dell’antropologia, della mediazione linguistica e culturale specializzata sulle vulnerabilità e marginalità, come ci hanno ricordato le relatrici dell’INMP, l’Istituto nazionale promozione della Salute popolazioni migranti e contrasto malattie della povertà.
Il progetto SAFE, in cui Famiglia Nuova è l’Ente che coordina l’equipe mobile multidisciplinare, presente in forza al seminario, è richiamato come una delle progettualità attive nel territorio regionale umbro e è stato espresso l’augurio, da parte della Responsabile del servizio sociale aziendale USL Umbria 1, che tale progettualità, tradotta operativamente in azioni di accompagnamento alla promozione della Salute tra chi è migrante, possa, debba, diventare stabile.
23 giugno 2026 Foligno
Bruno






















