L’evento nella sede della cooperativa un’occasione per elaborare strategie concrete
Rossella Mungiello per “Il CIttadino”, 23 aprile 2026, p. 7.
In Italia sono un milione e 400mila i giovani che non studiano, non lavorano e non frequentano corsi di formazione.
In un contesto come quello del Lodigiano, «le reti di prossimità, le relazioni più dense e un tessuto economico e sociale migliore rappresentano elementi capaci di contenere il fenomeno». Guai però a farsi illusioni, come spiega la professoressa Giustina Orientale Caputo, docente di Sociologia dei processi economici e del lavoro all’Università degli Studi di Napoli Federico II, perché «non esistono realtà locali che possano dirsi estranee al fenomeno che riguarda l’intero Paese». E questo perché «i nostri giovani sono certamente legati ai contesti locali in cui sono nati, ma sono la generazione Erasmus, quella che vive di relazioni a distanza, sono quelli dei social e delle prospettive un po’ più precarie di vita e di lavoro». Dunque per tutti loro «dobbiamo immaginare strade strategie e soluzioni più ampie che poi vanno calate sulle caratteristiche individuali e che si possono anche individuare sulle opportunità presenti sui territori».
Ci sono i giovani, e i Neet in particolare, quindi ragazzi non impegnati nello studio, nel lavoro, nella formazione, al centro del convegno di sceresponna domani dalle 9 alle 13, presso la sede di Famiglia Nuova (via Agostino da Lodi 11), dal titolo “Oltre Meet the Neet – Sbloccare il futuro”, evento conclusivo di un importante progetto sostenuto da Fondazione Cariplo e che coinvolge diversi partner territoriali.
Proprio la professoressa Orientale Caputo, dopo i saluti delle istituzioni e l’intervento di Claudia Tenca, referente del progetto, metterà a disposizione una panoramica su “Neet: quando l’etichetta non basta – Identità e costruzione del futuro: il rapporto fra i giovani e il lavoro”. La mattina sarà anche l’occasione per condividere i dati territoriali sul fenomeno e tracciare indirizzi di lavoro su possibili sviluppi futuri su un tema che è ampio e ha notevoli risvolti.
E questo anche considerato che, come spiega la professoressa Caputo, la distribuzione della popolazione in Italia vede al 2024 una popolazione residente compresa fra 15 e 29 anni che è pari a poco meno di 9 milioni di individui: se il 15,2% di questi è classificato come Neet, in valori assoluti abbiamo circa un milione e quattrocentomila giovani che vivono in tale condizione.






















