Famiglia Nuova. Capi vintage e alta moda per aiutare le donne fragili
Rossella Mungiello per “Il Cittadino”, 28 marzo 2026, p. 6.
Capi e accessori vintage in catalogo sono frutto di un dono, in arrivo da Fiorenza Pozzi Crespi, iconica figura della moda e attivista nell’impegno civile, perché fossero utili a donne in condizioni di bisogno. L’alta moda va all’asta – sabato 28 marzo, alle 16, nella sede di Famiglia Nuova – per le donne di Casa Angiolina, progetto di housing sociale per donne fragili senza fissa dimora tra i 30 e i 60 anni. Donne e ragazze che vivono in strada, in una condizione di fragilità e pericolo, spesso esposte a rischi per la propria incolumità.
«I lotti all’asta saranno messi all’incanto e il ricavato delle offerte finalizzato a programmi di piacere per cure di salute e bellezza e a piccoli progetti per una maggiore autonomia, come possono esserlo l’acquisizione della patente o la partecipazione a corsi di formazione professionale» spiegano dalla cooperativa sociale Famiglia Nuova.
All’asta ci saranno capi e accessori vintage di pregio, «come sono di valore le storie personali delle donne ospiti della Casa che saranno invitate nella sede: prendersi cura di sé, anche per un puro piacere estetico, e dotarsi di una piccola specializzazione per una maggiore autonomia, contribuiscono a restituire benessere psicologico». In una condizione complessa, perché «chi è sola e povera, magari anche da molto tempo, può essere stata schiacciata da dinamiche di isolamento e stigmatizzazione da cui non ha saputo o potuto difendersi».
All’asta ci saranno cinture, fusciacche, scarpe, foulard, una tunica, uno scaldacollo come un cappellino e ancora tailleur, cravatte, un set da pic nic, tutto griffato dai brand dell’alta moda. «Un oggetto vintage colorato, bello, magari di un brand importante, può suscitare l’interesse di chi vuole distinguersi acquisendo oggetti unici finalizzando l’acquisto a un supporto sociale, in favore di chi ha avuto meno possibilità – sottolineano da Famiglia Nuova invitando alla partecipazione-: siamo convinti che unire cultura, arte e moda a temi sociali sia una propaganda vincente contro il disinteresse e lo scarto delle ultime che è diventato un’atteggiamento diffuso anche alle latitudini della solidarietà di facciata».






















