Venerdì pomeriggio, a Perugia, in Palazzo Donini, è stato presentato, da parte della Regione Umbria, il Dossier Statistico Immigrazione 2025, a cura del Centro Studi e Ricerche Idos.
L’incontro, annuale, è utile per conoscere i flussi migratori a livello nazionale e regionale, nello specifico quelli umbri, e quali dati li hanno caratterizzati.
La presentazione, moderata da Laurent De Bai, è stata una manifestazione di intenzioni e di politiche regionali adatte e adottate per dare concretezza ai programmi di integrazione che, anche per quanto riguarda l’immigrazione, sono affidati alle Regioni.
L’Assessore regionale Fabio Barcaioli ringrazia gli autori del dossier immigrazione 2025 sottolineando il format di quest’anno costruito sulla partecipazione diretta a questa presentazione di cittadini e cittadine migranti di prima e seconda generazione: questa ricerca sarà propedeutica alla revisione della legge regionale sull’immigrazione, tavolo a cui sono chiamate a partecipare le Associazioni di settore attraverso la Consulta Regionale sull’Immigrazione. L’affondo dell’Assessore è sul tema abitativo e sulla Sicurezza: su questo secondo tema il passaggio è a conferma di non voler intenzionalmente parlare del tema Sicurezza associato al termine Immigrazione (una vergogna l’associazione dei termini in una unica fenomenologia), mentre per il tema “casa” fa riferimento all’abbattimento del requisito anagrafico richiesto, possedere la residenza da 5 anni nel Comune dove è fatta domanda per alloggio di edilizia popolare, perché i requisiti anagrafici non possono interferire con i bisogni sociali dei cittadini.
La Assessora al Comune di Perugia Costanza Spera ringrazia per il coinvolgimento di ANCI a questa presentazione poiché, dice, sono proprio gli amministratori comunali ad essere coinvolti direttamente sui territori che si sono candidati a governare e annuncia che il Comune di Perugia si è candidato a sperimentare insieme ad altre 6 città italiane una rete contro lo sfruttamento. ANCI a breve assumerà grazie al fondo per le povertà, un mediatore linguistico culturale, figura essenziale non solo per l’accoglienza, ma per la permanenza degli stessi cittadini migranti.
Dopo l’Assessora sono mostrate alcune slide che riportano i dati nazionali relativi ai numeri dell’immigrazione, ai numeri delle persone sbarcate, a quelli degli affogati e dei “protetti”, ciò di chi non ce l’ha fatta, nemmeno ad approdare, e di chi ha ottenuto una qualche forma di protezione. Si rimanda a www.dossierimmigrazione.it per un approfondimento sulle cifre pubblicate.
Il Ricercatore Luca Di Sciullo, di Idos, rappresenta alcune letture culturali e storiche del tema Immigrazione non solo dal punto di vista dell’accoglienza dei cittadini migranti, ma anche dal punto di vista delle motivazioni per cui gli italiani sono stati per oltre un secolo un popolo di emigranti e che pur con caratterizzazioni anche molto diverse hanno nella spinta a migrare molta comunanza, essenzialmente una condizione di povertà economica. Chiamato a rispondere alla sollecitazione del moderatore sul futuro dei flussi, in aumento o in diminuzione, Di Sciullo conferma una certa stabilizzazione dei numeri di cittadini in arrivo nel nostro Paese, e ricorda come dal 1973, conseguentemente alla crisi energetica di quell’anno, sia avvenuta l’inversione del rapporto immigrati-emigrati.
L’intervento in diretta grazie al collegamento on-line della Presidente della Regione Stefania Proietti conferma l’originalità della Regione Umbria in tema di Immigrazione, definendo le normative regionali improntate alla buona e utile prassi che coniuga costantemente l’accoglienza all’integrazione, ricordando la storicità della Regione nell’essere una Regione dell’Accoglienza.
Alla dottoressa Eleonora Bigi è affidata l’analisi dei dati relativi ai flussi che contraddistinguono la migrazione all’interno dei confini regionali umbri soffermandosi alle cifre che rappresentano le popolazioni femminili, ai numeri e alle tipologie dei corsi scolastici frequentati dai giovani di famiglie immigrate, alle percentuali di imprese a titolarità “straniera”. Tutti i dati sono riportati nella sezione Umbria del Dossier 2025.
Particolarmente apprezzate per gli interventi appassionati sono state le voci e gli interventi di Safa Ghalib, Aminata Poussogo e di Ouns Mornagui che con diverse radici culturali e sguardi differenti raccontano la difficoltà e l’onere di essere sempre sollecitate a dimostrare di più, in un eterno gap che non si esaurisce con la conclusione del ciclo di studi, che dicono proseguirà anche nel mondo lavorativo. Delle tre giovani donne Poussogo approccia il tema da un’altra angolazione grazie alla sua esperienza di migrazione regolare e regolarizzata e al suo lavoro stabile presso l’Associazione Culturale Cidis.
Toccanti i passaggi che hanno raccontato come i genitori spesso si siano sacrificati per un futuro migliore per i loro figli e le loro figlie e come i figli e le figlie si siano adoperati e adoperate per fare un buon percorso di studi e aiutare i genitori anche nella compilazione di pratiche burocratiche e amministrative che costituiscono, a causa dell’italiano un’alta soglia nell’accesso ai diritti. Senza incolparli, senza vittimismo lacrimevole.
Applausi prolungati per loro che oltre l’”esotismo” hanno saputo raccontare spaccati di vita reale, arrivati dritti e immediati, caldi e passionali, ai cuori dei e delle presenti, e con nessun accento di rivendicazione, di niente e di nulla, in piena consapevolezza della loro identità di cittadine.
Bruno






















