Ancora una volta, ci sono riusciti. Bombe a negoziati aperti, incitando il popolo a prendere il potere.
O così ci stanno facendo credere. O io, sempre un po’ babbione, quello a cui ho voluto credere.
Non provo nessun sentimento, nemmeno negativo, sarei ipocrita se scrivessi il contrario, per la morte di Khamenei. Ma il crollo della scuola, nel Sud dell’Iran, su centinaia di bambine, mi ha ricordato altri bombardamenti recenti: diranno che là dentro si nascondevano terroristi o, che la scuola, era un laboratorio per l’atomica e andava distrutto. Con o senza morte di innocenti, che capiremo solo dopo, quanti, per questa nuova guerra, ne saranno serviti.
Ma gli spettacoli di guerra che Bibi e Donald mandano in onda che regia hanno? Qual è il titolo dell’ennesimo film che hanno iniziato a proiettare? Chi sono i produttori?
Vedo che molti gioiscono per la caduta della dittatura convinti che arriverà la libertà. Magari convinti che il figlio dell’ex Scià di Persia, esiliato con la famiglia dagli iraniani?, sia la soluzione democratica che vince sugli Ayatollah d’Iran (in piazza sono scesi anche coloro che volevano e ancora vogliono una Guida Suprema, un uomo “forte” al comando, e se il dittatore lo è in nome di un oltranzismo religioso, in cui con ignoranza credono, anche meglio). Secondo alcune fonti la dinastia Pahlavi, tra i regimi degli Scià di Persia, è stata una dittatura autocratica. L’Iran era una dinastia imperiale ricchissima, e la Persia un regno di storia e cultura antichissime (la storia della Mesopotamia, il Trono del Pavone, o trono del sole sono famosi nel mondo) che non mostrava in piazza i propri crimini, (come hanno fatto gli Ayatollah con i condannati a morte appesi pubblicamente a gru meccaniche altissime) e non costringeva le donne a indossare quegli orribili burqua; ma nemmeno loro erano teneri con gli oppositori, come tutti. Il potere infatti non tollera le critiche, i bisbigli, il dissenso; ma non riesce, mai, a governare per sempre. Arrivano infatti altri potenti, altri regimi, che spazzano via, in un soffio missilistico, quelli precedenti, quelli dichiarati nemici. Crescere con l’indottrinatura della legittimazione del diritto di sterminare USA e Israele è soffocante, ma la creazione dello Stato di Israele e la democrazia americana cosa ci stanno mostrando?
Ieri tra i pochi amici che sanno esporsi leggevo le loro pubblicazioni sui social: “il topo di fogna è morto” uno scriveva e l’altra amica gli rispondeva “pessimo lui e pessimi quelli che l’hanno fatto fuori. Poveri iraniani”.
Ho il buio dentro, nella testa, nel cuore.
Ecco, tutto era atteso, e Gaza è già stato un orrore assoluto, ma ugualmente ho creduto che per una volta non fossero le armi, le bombe, i missili e i droni a essere adoperati, ma le parole, le diplomazie, il privilegiare il bene per il mondo considerandolo superiore agli interessi di bottega. Ho trovato brutto vedere ebrei anziani danzare alla notizia dell’attacco preventivo (ma chi crede a questa versione?) e non ho riso per il nostro Ministro della Difesa bloccato, a sua insaputa, in quel postaccio di Dubai. Tutto mi ha mosso a tristezza.
Questo è il mondo che abitiamo oggi, le guerre mi fanno schifo. Quelle di tutti.
Bruno






















