Dalla nostra comunità La Collina, in Graffignana, Noemi e Carla, nuova e past Responsabile della struttura riabilitativa, ci segnalano il progetto che Yaya, un giovane ivoriano ospitato nel 2016 in un nostro CAS, ha pensato, co-progettato e fondato, l’Afro Diaspora Bridge: progetto inaugurato ufficialmente il 31 luglio scorso.
Con Yaya ci siamo sentiti telefonicamente e mi ha raccontato il progetto e che cosa lo ha mosso; ho sentito precisa definizione di obiettivi e una quantità di energia proattiva davvero forte: il desiderio di “farcela” non riguarda soltanto il successo del suo percorso di migrazione e l’eventuale insediamento nel nostro Paese, ma considera e partecipa la possibilità che i fattori di disponibilità economica migliorino anche in Costa d’Avorio, affinché chi desidera spostarsi nel mondo lo possa fare non per la sola sopravvivenza, non per nutrirsi o per bere acqua pulita, non solo per curarsi la salute primaria, o per garantire un futuro migliore ai propri figli. La possibilità di migrare dovrebbe essere per ciascuno una possibilità in più nella vita, non, appunto, un obbligo esistenziale.
Il progetto parla di potenziamento delle abilità e delle competenze delle donne, in agricoltura, in Costa d’Avorio, investendo risorse economiche ed umane in formazione qualificata, per favorirne l’emancipazione lavorativa e professionale da agricoltrici in imprenditrici, come ottimamente illustrato dal progetto che vi alleghiamo.
Vivere la propria vita nel proprio paese di origine dovrebbe essere un diritto garantito, per tutti.
Aiutiamoli anche qua perché possano aiutare anche là…
Bruno






















