L’Area Sociale – Adulti di Famiglia Nuova si dedica con impegno profondo a supportare individui e nuclei familiari che si trovano in condizioni di fragilità economica, abitativa e relazionale, con il significativo rischio di esclusione sociale. L’obiettivo primario di tutti i servizi offerti è quello di rendere esigibili diritti fondamentali come la casa, l’alimentazione e la salute, che per varie ragioni non sono accessibili a queste persone in un dato momento della loro vita. Questo approccio si allinea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) delle Nazioni Unite, in particolare l’SDG 10 (ridurre l’ineguaglianza e promuovere l’inclusione sociale) e l’SDG 11 (garantire l’accesso a un alloggio adeguato e servizi di base).
L’elemento umano: accompagnamento e cura per i più vulnerabili
Il cuore dell’intervento di Famiglia Nuova risiede nella sua capacità distintiva di stare al fianco delle persone, senza forzarle, ma sostenendole nel loro percorso di vita. Questa metodologia implica un costante adattamento degli obiettivi e delle prassi di lavoro ai bisogni che emergono dalla relazione con i beneficiari.
L’Area Sociale – Adulti opera attraverso diverse tipologie di servizi
Accoglienza per Persone Migranti: attraverso i servizi della rete SAI (Sistema di Accoglienza e Integrazione) nei territori di Lodi, Gubbio e di Magione, la Cooperativa accoglie e accompagna le persone migranti. Un esempio significativo è il progetto “L’Integrazione Naturale”, che pur non avendo raggiunto pienamente gli obiettivi numerici prefissati (sono stati attivati 6 tirocini formativi su 10 previsti, con solo 1 opportunità lavorativa successiva), ha dimostrato la flessibilità degli operatori nell’adattare l’intervento alle gravi problematiche sanitarie e sociali dei beneficiari, influendo significativamente sui loro percorsi di vita. Questo evidenzia come la valutazione del successo vada oltre i meri numeri, concentrandosi sull’impatto qualitativo e sull’accompagnamento personalizzato. Un altro progetto, FAMI S.A.F.E. – Salute e Accoglienza per le Fragilità Emergenti, sarà attivo da maggio 2025 per favorire l’accesso al diritto alla salute delle persone migranti in Umbria.
Progetti di housing per la fragilità abitativa
Fondamentale è il tema dell’autonomia abitativa. Progetti come Casa Angiolina offrono accoglienza a 5 donne fragili senza fissa dimora e prive di una rete sociale di supporto, a forte rischio di esclusione. L’adesione al progetto RiAbita ha inoltre messo a disposizione un’unità immobiliare per l’accoglienza temporanea di un nucleo familiare con problematiche sanitarie, facilitandone l’uscita dal circuito dell’accoglienza. Nonostante questo impegno, emerge una significativa difficoltà nel reperire abitazioni autonome sul libero mercato, a causa di un forte pregiudizio non solo verso gli stranieri, ma più in generale verso le persone in carico ai servizi sociali, spesso considerate “fragili e potenzialmente insolventi”.
La Piattaforma don Leandro come “Porta di Accesso”
Con il suo Centro di Ascolto professionalizzato e il servizio di raccolta e distribuzione di indumenti usati, gioca un ruolo cruciale come “bassa soglia” per coloro che non vengono intercettati da altri circuiti territoriali. Permette l’emersione di situazioni di fragilità nascoste e l’invio ai servizi competenti, dimostrando una profonda attenzione ai bisogni più sommersi. Il servizio di distribuzione di indumenti si regge esclusivamente sul lavoro dei volontari: il cui numero in crescita è stato fondamentale per il funzionamento.
La cooperativa si distingue anche per la sua capacità di costruire reti. L’Area Sociale – Adulti ha partecipato regolarmente a 11 tavoli e reti territoriali tra Umbria e provincia di Lodi, collaborando con un numero elevato di enti e organizzazioni.
I Numeri Chiave: L’Impatto Quantitativo del Supporto
L’attività dell’Area Sociale – Adulti si traduce in numeri significativi che riflettono l’ampiezza dell’intervento:
Persone e nuclei familiari supportati: nel 2024, sono state prese in carico 277 persone singole. Il servizio Grave Emarginazione Adulta (GEA), essendo a bassa soglia, ha incontrato un totale di 135 persone, di cui 56 incontri si sono trasformati in prese in carico formali nello stesso anno. Sono stati seguiti 110 nuclei familiari, un dato che include sia le famiglie in carico al Centro d’Ascolto sia quelle che hanno ricevuto indumenti. A conclusione dei percorsi di supporto, sono stati conclusi 139 progetti per singoli e 8 progetti per nuclei familiari.
Aiuti materiali distribuiti: l’impegno si concretizza anche nella distribuzione di beni di prima necessità. Sono stati raccolti 4.830 Kg di cibo e distribuiti 5.330 Kg di cibo (inclusa la giacenza). Per quanto riguarda gli indumenti, sono stati raccolti 2.200 Kg e distribuiti 1.600 Kg.
Attività del Centro d’Ascolto: il Centro d’Ascolto ha svolto 130 colloqui, confermando il suo ruolo centrale nell’intercettare e supportare le situazioni di fragilità.
Provenienza dei beneficiari: le famiglie in carico al Centro d’Ascolto provengono da diverse aree geografiche, riflettendo la natura inclusiva dei servizi: 23 dall’Italia, 11 dall’Europa, 3 dall’Africa settentrionale, 5 dall’Africa centro-meridionale, 15 dall’Asia e 6 dall’America Latina.
Contributo del volontariato: Il successo di molti servizi, in particolare la distribuzione di indumenti, è strettamente legato al contributo di 6 volontari coinvolti tramite l’Associazione Comunità Famiglia Nuova, 2 di loro sono diventati soci-volontari della Cooperativa.
In sintesi
L’Area Sociale – Adulti di Famiglia Nuova rappresenta un modello in cui l’efficacia dell’intervento non è misurata solo dalla quantità di aiuti forniti o dal numero di persone raggiunte, ma soprattutto dalla qualità dell’accompagnamento umano e dalla capacità di costruire percorsi personalizzati che rispettino il “passo dei beneficiari”, superando pregiudizi e ostacoli strutturali.






















