Perché Famiglia Nuova ha fortemente voluto questa due giorni

Pur nella convinzione che debbano essere garantiti a tutti i diritti fondamentali, non pensiamo che un welfare paternalistico sia la risposta corretta ai bisogni sociali delle persone e, in ogni caso, non ce lo possiamo più permettere dato il calo di risorse costante ad essi destinato.

In questo lungo tempo di crisi cui ha corrisposto ad un aumento dei bisogni una riduzione significativa delle risorse degli Enti Locali abbiamo dovuto fare una scelta; potevamo piangerci addosso lasciando che chi non ce la fa resti indietro; escluso; emarginato oppure, come abbiamo scelto di fare, abbiamo unito le forze con altri Enti e con le Istituzioni, ci siamo rimboccati tutti le maniche, e ci siamo messi a disposizione per co-costruire una risposta calda e competente a bisogni sempre più complessi coi quali ci confrontiamo ogni giorno…

Quel mondo di regole al servizio della creatività

Nasceva dalla tipolitografia la rivista Utopia possibile, rivista totalmente autoprodotta: chi viveva o frequentava le Comunità di Famiglia Nuova poteva scrivere saggi, articoli di critica alla politica nazionale e internazionale, testi autobiografici, poesie contemporanee, inviarli alla redazione a Montebuono e vederli pubblicati sulla rivista, impaginati con una grafica di impatto.

È interessante oggi andare a curiosare tra i numeri di Utopia possibile, recuperati e archiviati digitalmente, per “passeggiare” tra i temi proposti dai gruppi tematici delle comunità di Famiglia Nuova e l’alta teologia di don Leandro o di Arturo Paoli, tra le poesie di Angioletta e le lettere ai ragazzi, accorate e appassionate raccomandazioni di Nino.

Mi chiedo cosa sto facendo e come lo sto facendo

Dopo tanti anni, una giornata come questa ha ancora il potere di farmi riflettere sul percorso in atto.

Quando mi sento che in fondo il mio lavoro di educatore con gli adolescenti lo so fare bene, che tutto sommato per tante cose è sufficiente inserire il pilota automatico e spesso mi convinco anche di non avere più molto da capire o imparare e che non ci sono più segreti per me, ecco che arriva una giornata come questa.

Sì, perché a parole è facile dichiarare la mia apertura al cambiamento, la mia capacità di autocritica e considerare l’opzione che io stia sbagliando qualcosa nel mio intervento; ma diventa più difficile nel momento in cui ci sono giornate un po’ così, in cui per capirle è indispensabile rimettere in discussione le mie azioni e quindi una parte di me.

Don Leandro Rossi

La svolta: nel Natale del 1977 nella piccola chiesa di Cadilana (Lodi) Don Leandro accoglie il primo tossicodipendente e inizia cosi l’avventura nell’accogliere quelle “pietre scartate che sono diventate testata d’angolo”, in quegli anni gli ultimi tra gli ultimi e quanti chiedessero un rifugio. A questo punto don Leandro inizia a rimanere solo: chi mai voleva vivere vicino ai tossici? D’altra parte la curia nel 1994 invita don Leandro a una scelta precisa: o la parrocchia o la comunità; le due cose appaiono alla curia inconciliabili poiché la cura dei tossicodipendenti avrebbe sottratto tempo alle esigenze parrocchiali.

NEWS RECENTI

Notizie ed eventi da Famiglia Nuova

Mariarosa Devecchi al convegno Comunità possibile

Perché Famiglia Nuova ha fortemente voluto questa due giorni

Inizio, come doveroso, dai ringraziamenti: alla Fondazione Comunitaria, che ha colto lo spirito ed il senso della nostra proposta facendola propria e a chi, in Famiglia Nuova si è messo in gioco per promuovere e organizzare questo Evento. Grazia, Presidente dell’Associazione, che non si è tirata indietro ed ha messo a disposizione il pensiero e…

copertine Utopia possibile

La Scuola di tipolitografia di Montebuono

La Scuola di tipolitografia di Montebuono ha promosso la formazione che è stata utile alla formazione di qualche tipolitografo, di alcuni grafici, di qualche redattore e più di uno stampatore. 30 anni fa, chi accedeva al programma terapeutico per TD a Montebuono aveva la possibilità di frequentare e apprendere nozioni formative di tipolitografia quali la…

mi chiedo cosa sto facendo

Mi chiedo cosa sto facendo e come lo sto facendo

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28 anni fa arrivavo in Umbria. Dalle crociere di lusso, dalle spiagge bianche con esotici palmeti, dalle feste notturne a tema: ma senza un baricentro sano e solido. Non avevo idea del tempo che sarei rimasto, né che mi sarei fermato, trovando sulle sponde del lago Trasimeno un senso di appartenenza. Oggi sono in Umbria,…

Compie un anno il progetto pensato per contrastare disagio, fuga dalle scuole e povertà

Raffaella Bianchi, “Il Cittadino”, 7 agosto 2019. Oltre a 700 studenti, la rete di protezione ha coinvolto 300 famiglie: l’iniziativa ha portato gli educatori in otto istituti del Lodigiano. Duecentoventisei ragazzi agganciati con l’educativa di corridoio in sei scuole; altri cinquecentodue intercettati tra l’educativa di strada e le attività di supporto pomeridiano. Sono i numeri…

Jamboye e Bruno

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Ciao Jamboye, per me è stato importante averti incontrato e conosciuto un po’. La relazione con te, di varia intensità, mi è servita per apprendere. Grazie! Una settimana fa ti ho accompagnato al Servizio CAS di Foligno gestito dalla Caritas diocesana: con il tuo consenso e, anche, con il tuo desiderio di cambiamento. 🙁 Sovrastato…

Con i Bambini a Milano

Vamonos!

Ho partecipato al Convegno di Con i Bambini a Milano. Sono arrivato con curiosità e qualche domanda importante: sulle prospettive di lavoro, sugli indirizzi, sul clima che sta dietro al lavoro sul campo (“behind” per riprendere il nostro progetto). Si è parlato di fondi, di impegni, è stata tratteggiata la storia del percorso che ha…

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